sabato 23 gennaio 2016

SAECO : SIAMO AL REQUIEM ?

Leggiamo dai socials e pubblichiamo.
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SAECO : SIAMO AL REQUIEM ?

con grande sollievo delle istituzioni locali, dei nostri sindaci, la palla della vertenza è passata a livello nazionale.
Ma quale vertenza? questo termine implica due parti, quando invece questa multinazionale non fa nemmeno la fatica di presentarsi.
Guidi ( neo ministro, imprenditrice dell’aziendo di famiglia ), Poletti (ministro, ex gran capo e burocrate del, purtroppo, corrotto mondo delle cooperative) continuano a far dichiarazioni auspicando, chiedendo con affettata serietà un confronto con le parti dell’azienda. E Philips nemmeno si presenta ai loro tavoli, infischiandosene.

Quanto deve durare ancora questo teatrino?
La sensazione che serpeggia nei nostri animi dall'inizio della vicenda è che i 243 licenziamenti siano sempre stati considerati inevitabili, 243 posti di lavoro già dati per persi, da quelle stesse istituzioni che da novembre interpretano con misurato sentimento la parte dei difensori dei diritti dei lavoratori.
E’ plausibile che rappresentanti di un governo democratico vengano bellamente ignorati da un’azienda privata, per multinazionale che sia ??
Questo accade solo nei paesi poveri in via di sviluppo, che affidano alla globalizzazione la loro democrazia e il loro sviluppo!
I nostri concittadini, che hanno dato il loro lavoro e la loro esperienza al marchio Saeco,
Sara Boselli
sono dunque soli? Siamo soli?
Ma siamo pur sempre la maggioranza, parte di quel 99% ( lavoratori e PM imprese attaccate al territorio), e loro ( Philips & co) son pur sempre l’ un percento.
Se questo fosse accaduto 50 anni fa, si sarebbe bloccata la montagna, ci saremmo riversati nelle piazze, forse per nulla, chi lo sa.
Non voglio pensare che tutto sia perduto.

Se questo è il requiem della Saeco e simbolicamente della montagna, ricordiamoci che nel requiem c’è anche il Dies Irae , la resa dei conti, il giudizio finale.



[Sara Boselli]

sabato 16 gennaio 2016

LA VOCE DELLE UNIONI ALLA ROCCHETTA, impressioni.

Leggiamo su social.

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Rocchetta Mattei
Eravamo all’incontro tenutosi mercoledì 13 gennaio alla Rocchetta Mattei.
Tanti interventi, prima dei sindaci, poi dei rappresentanti dei più importanti soggetti dell’area, dalle aziende private ai consorzi, alle associazione come Nuèter, passando per l’ex direttrice del museo etrusco di Marzabotto e le moribonde Terme di Porretta
Tema: idee sullo sviluppo potenziale della montagna.
Bei discorsi, valutazioni ragionevoli, forse troppi interventi per una tavola rotonda.
I sindaci a mostrare quanto si è fatto e si farà ( a loro dire) , le aziende a parlar molto (com’è logico) di se stesse e della propria esperienza.
Su tutta la serata aleggia l’ombra funesta della vicenda SAECO, specchio concreto della situazione reale della ns montagna.
Un bel video turistico di Bologna Welcome, dove compare anche la Rocchetta Mattei tra le bellezze della provincia, presentato in video dal direttore P. Romano, molto stile marketing….sia il video che lui.
Calisti di Cosea parla di scuola, più o meno, e potenzialità delle biomasse ( cippato??) e del reticolo idrico.
Viviano Fiori della banca BCC, fa un sensato discorso sulle necessità dell’area ( strutture, trasporti..)
Con la brava direttrice del museo P. Aria, si passerebbero molto volentieri ore ad ascoltare le storie della nostra storia.
Tra le aziende mi ha colpito Zaccanti di Caffitaly: un po’ di storia recente dell’osteggiata economia di montagna,
la già nota storia di Dismeco, alle prese con i grandi interessi connessi ai rifiuti, e con la non volontà della politica di regolamentare il campo.
Ha parlato il presidente del GAL Appennino Bolognese, che gestirà 11 milioni di € nei prossimi 5 anni….vi siete accorti dei milioni investiti dal GAL precedente?? Comunque, vuole fare “rete” nella gestione del turismo e dell’agro-alimentare. Ok..
Il giovane gestore del macello di Castel di Casio è simpatico e, mi pare, capace. Ma l’idea che la caccia, come sport, sia la grande risorsa dell’area…io ho un’idea opposta di montagna.
Molti hanno ricordato che le idee son belle, le speranze tante, le potenzialità…potenziali, ma se non lavoriamo sui trasporti pubblici, sulle strade, sulle opportunità di lavoro, rischiano di essere solo belle intenzioni.
E che dire di una montagna cui tagliano la sanità pezzo a pezzo.

Certo che serve un progetto integrato di offerta turistica e di marketing, ma, per esempio, i turisti che vengono a vedere la Rocchetta sono, all'uscita, circondati da strade interrotte o interessate da frane, qualora volessero guardarsi attorno. 
E se volessero arrivare in treno troverebbero una linea ferroviaria esausta, che allunga negli anni i tempi di trasferimento anziché abbreviarli. Scesi poi dal treno, potrebbero godersi il bel fiume Reno con le sue luci e i suoi colori, transitando a piedi sul ponte che lo attraversa. Ma devono fare molta attenzione a non essere investiti, perché il ponte è assolutamente inadeguato al passaggio sicuro di persone.
Sara Boselli
Possono però riposarsi davanti la chiesa di Alvar Aalto per ammirarne le linee schiette ed inusuali… sostando sui "contestatissimi" arredi del parcheggio della chiesa, “utilizzati” solo dalle auto che disgraziatamente vi impattano.

Non posso poi dire molto sul discorso conclusivo del sindaco Merola, uno spottone elettorale, per quanto abbiamo sentito.

[ Sara Boselli ]
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