venerdì 30 dicembre 2016

Lettera aperta al Sindaco di Marzabotto


Oggetto:
Ordinanza del Sindaco n.9/2016,Ordinanza relativa all'utilizzo di botti, petardi e artifici pirotecnici di qualsiasi genere nei giorni 31.12.2016 e 01.01.2017
Mittente:
Gaspare vodafone <gaspare_ruggeri@vodafone.it>
Data:
30/12/2016 15:57
A:
Romano Franchi <sindaco@comune.marzabotto.bo.it>

LETTERA APERTA

Egr. Sig. Sindaco,


Anzitutto colgo l'occasione per augurare a Lei ed a tutta
l'Amministrazione un buon fine anno sperando che il 2017 sia ancora migliore di quello che si sta per concludere.

Mi rendo conto che sono in ritardo ma desidero segnalarLe come il Comune di Grizzana Morandi abbia emesso Ordinanza che vieta l'utilizzo di "botti" limitatamente alla notte di S. Silvestro. ( http://www.comune.grizzanamorandi.bo.it/upload/grizzana_morandi/delibere/ordinanzabotti2016_225_5202.pdf )

Mi sarebbe piaciuto che Marzabotto avesse fatto la stessa cosa , Marzabotto che è sempre, a mio modesto avviso, all'avanguardia in quasi tutte le iniziative di carattere civile ; ancor di più sarebbe stato bello che l'Unione dell'Appennino avesse preso una iniziativa unica e condivisa.

Ripeto adesso è probabilmente tardi per qust'anno ma sono certo che Lei si farà partecipe della cosa nel futuro.


Cordiali saluti.
[Gaspare Ruggeri]
Cittadino di Marzabotto


domenica 18 dicembre 2016

Pale eoliche .... al vento!!!

Dal Resto del Carlino di oggi ricaviamo l'articolo che qui potete vedere.

Questo articolo mi colpisce in modo particolare, come cittadino e come ingegnere. Anzitutto un ringraziamento al Consigliere di minoranza Giuseppe Argentieri di avere sollevato il problema ed averlo portato all'attenzione della comunità con una interrogazione presentata in seno al Consiglio Comunale di Vergato.
E' scontato che come cittadino, come tutti sono certo, sono dispiaciuto ( inutile usare termini altisonanti quali indignato, esterrefatto, etc. etc. ... ) nel constatare come ancora una volta si faccia spreco del pubblico danaro senza nessun ritorno. Credo che nessuno si abituerà mai a cose del genere anche se sono all'ordine del giorno, non mi dilungo quindi su questo aspetto del problema che, comunque credo, andrebbe investigato a fondo da chi è per legge autorizzato e preposto a farlo.
Come dicevo sono colpito anche come ingegnere e lo sono dalle parole della risposta che il Consigliere Argentieri ha ricevuto alla sua interrogazione.
A guardare la foto, ammesso che sia quella del generatore "incriminato", si vede che è una turbina eolica Vertical Axis Wind Turbines (VAWT - Turbina Eolica ad Asse Verticale) se così fosse occorrerebbe dire che fu fatta una scelta a suo tempo (2008) che presentava diversi vantaggi ed alcuni svantaggi ma certo liquidare la cosa dicendo che si tratta di un impianto con tecnologia obsoleta ci sembra azzardato. Infatti si può leggere:
"
Gli impianti eolici verticali sono in grado di funzionare senza la necessità di interventi esterni ed hanno un tempo di vita medio di circa 20 anniIn generale, se un impianto eolico è progettato in modo corretto ed utilizza prodotti e materiali di qualità, e le condizioni climatiche sono buone, le spese di manutenzione sono minori e la durata di vita è maggiore. Per garantire il rendimento della macchina - e, di conseguenza, proteggere la redditività dell’investimento effettuato - può essere opportuno prevedere 1 o 2 interventi l’anno di controllo e manutenzione, che hanno un costo contenuto, pari al massimo al 2-3% dell’investimento complessivo. (1)
"
Ora che dopo nove anni il tutto sia obsoleto e superato e che si
guardi a pale di "moderna concezione" mi sembra tanto di scuse auto-assolventi con la speranza che la gente prenda per buone quelle che ad una prima lettura sembrano solo nebbie fumose !

Il fatto che l'Azienda appaltatrice fosse fallita non può essere un alibi anzi avrebbe dovuto spingere l'Amministrazione che era in carica al momento ad attivarsi e cercare la soluzione affinché l'impianto fosse completato e l'investimento fosse salvaguardato a maggior ragione dato che si operava nel campo energetico che rappresenta uno dei punti cruciali della moderna società.

Una domanda che il Consigliere Argentieri si pone è sacrosanta e non può e non deve cadere nel vuoto e cioè:
"
Sarebbe molto interessante sapere, di tutti gli impianti installati nel nostro Appennino, quanti hanno realmente prodotto energia e per quale valore.
"
E' un settore quello dell'energia troppo importante che riceve un ammontare importante di finanziamenti pubblici e quindi va osservato con attenzione in modo particolare, sia per indirizzarlo verso forme di energia verde e rinnovabili ma anche per evitare truffe, anche recenti, vedi ad esempio quanto accaduto a Sassari (2)  piuttosto che nel Salento (3)


[Gaspare Ruggeri]




martedì 13 dicembre 2016

Sistemi Biologici srl, un impianto sull'orlo del fallimento?

Sistemi Biologici srl è una Società adibita al trattamento della frazione umida dei rifiuti al fine di
produrre compost ed alla sua relativa commercializzazione; situata a Tana Termini vicino Piteglio in provincia di Pistoia.(1)
Si tratta di una Società mista, pubblico/privato, con la maggioranza di quote di proprietà pubblica in mano a Co.Se.A. Consorzio, un consorzio di Comuni, a cavallo dell' Appennino Tosco/Emiliano, nato per la gestione dei rifiuti.

Potrebbe, dalle premesse, essere la bella storia di uno stabilimento dove i territori limitrofi conferiscono i rifiuti organici, per produrre compost commerciabile, chiudendo una virtuosa filiera di raccolta differenziata, producendo magari un utile da ripartire con i soci pubblici/privati e, perché no, uno sgravio sui costi di smaltimento e sulle tariffe a carico dei cittadini.

Purtroppo non è andata così !

L'impianto ha accumulato in 6 anni di attività una situazione debitoria non ancora determinata, denunce dagli organi di controllo ambientali e dai residenti delle aree limitrofe fino ad arrivare alla chiusura dell'impianto ed alla recente Assemblea di Sistemi Biologici, tenutasi in data 24/10/2016, che ha deliberato lo scioglimento della Società e l’avvio della procedura di liquidazione.

Ma com'è potuto succedere?

Cominciamo “dando i numeri”, quelli più significativi:

  • 5, forse 6 milioni di euro, è il costo della struttura.
  • 1,5 milioni di € il capitale sociale iniziale della Società
  • 51% - è la percentuale di proprietà pubblica, Co.Se.A., dell'impianto
  • 39 % è la percentuale di quote del socio privato (GSE Gestione Servizi Ecologici srl )
  • 10% è la percentuale di quote di n° tre soci privati ( 5%, 2,5%, 2,5% )
  • 6, gli anni di attività dell'impianto (da Giugno 2010 a Luglio 2016 )
  • 3 , i bilanci chiusi in perdita. 2 in relativo equilibrio di bilancio, 2016 si vedrà
  • 31.000 le tonnellate di rifiuti trattabili dall'impianto.
  • 600.000 € l'ipotesi di spesa, da confermare, per la bonifica dell'impianto dopo la cessazione.
Veniamo a conoscenza del “caso” incappando in alcuni verbali di assemblee consortili Co.Se.A., nel mare magnum dell'Albo Pretorio e, grazie anche a numerosi articoli di stampa locale toscana, ricostruiamo questa storia di precoce liquidazione di un impianto nuovo e sempre indicato dai Soci come strategico.

  • Sistemi Biologici srl viene inaugurata nel 2010 quando ottiene dalla Provincia le autorizzazioni necessarie.
  • L'avvio è progressivo, lontano dalla piena funzionalità. I processi di produzione vanno messi a punto e probabilmente, lo si capisce dagli eventi successivi, ci sono problemi tecnici da risolvere.
  • Nel 2011 prosegue la fase di avvio. Il bilancio chiude già con un passivo. “ …. con notevoli difficoltà per la Socie(bilanci annuali a modesto utile negli esercizi 2010, 2012 e 2013 e perdita significativa dell'esercizio 2011 rimandata a nuovo per la sua copertura con successivi utili) …...”
  • Nel 2012, vengono trattate 7.000 tonnellate di materiale ( su una potenzialità di 31.000).
  • L'anno seguente, 2013, le tonnellate di rifiuti trattati sono 10.000, e l' anno si chiude con un bilancio in equilibrio economico, utile euro 1.860
  • Nel 2014 , cominciano i problemi con le autorità di controllo per il prodotto e le emissioni generate. Il compost che esce dall'impianto è qualitativamente non conforme alle norme. Vengono aperti procedimenti giudiziari in capo ai legali rappresentanti. L'apporto di materiale viene ridotto ad appena 2.000 tonnellate.
  • Il bilancio chiude con una perdita di € 668.000 ed il capitale sociale viene ridotto di oltre un terzo
  • Nel Giugno 2015 , vengono rilasciate nuove autorizzazioni all'impianto, ma il bilancio chiude con un nuovo passivo di 577.000 € ed una conseguente ulteriore riduzione proporzionale del capitale sociale.
  • Co.Se.A., crede nelle potenzialità dell'impianto e approva un prestito fruttifero unilaterale (i soci privati non contribuiscono) per 200.000 €.
  • Poco tempo dopo lo stesso consorzio approva però la messa in vendita del 51% di quote di proprietà
  • Nel 2016 , Co.Se.A. accorda una inevitabile proroga alla restituzione del finanziamento. La situazione finanziaria di Sistemi Biologici non consente il rientro graduale della somma.
  • Si insedia un nuovo consiglio di amministrazione, con ottimi intenti e un programma di adeguamento tecnico dell'impianto, ma mancano i fondi e, ormai, il tempo.
  • A Luglio, infatti, il Sindaco di Piteglio chiude l'impianto per i problemi ambientali generati(2)
    dallo stesso.
  • Il cattivo odore generato dall'impianto lede la salute degli abitanti e la qualità della vita nel territorio. Già dal 2015 gli abitanti avevano protestato(3) fino a giungere a presentare un esposto in procura da parte di Circolo Legambiente Pistoia (4).
  • E' di Ottobre la notizia che Co.Se.A. ha messo in liquidazione la società Co.Se.A. Servizi Biologici.
Il quadro è quello di un impianto costato tra i 5 e 6 milioni, di proprietà maggioritaria Co.Se.A., quindi pubblica, che non ha mai prodotto utili.
Definito in tutti i verbali assembleari come importante e “strategico” per il consorzio, ma lo stesso consorzio vi conferisce solo il 10% del residuo umido, portando il restante 90% altrove.
La struttura ha manifestato da subito seri problemi strutturali, impiantistici, che ne hanno affossato la produttività fin dall' avvio.
Parliamo di un impianto che già a 3, 4 anni dall' avvio manifesta evidenti non conformità della produzione con le norme vigenti, con conseguenze legali.
Le cronache locali e le contemporanee denunce di enti di controllo e cittadini, ci raccontano la storia di un impianto che ha sempre prodotto cattivi odori che insistevano su un ampia area. Collocato in una zona di valore naturalistico ed a vocazione turistica, ne ha compromesso il valore e lo sviluppo economico, stando alle denunce degli abitanti, fino alla decisione finale del Sindaco che ne ha deliberato la chiusura.
Una decisione scomoda ma necessaria, presa da un Sindaco che è allo stesso tempo socio di Sistemi Biologici (il Comune di Piteglio partecipa a Co.Se.A.) e garante della salute pubblica in quanto primo cittadino.
Quella che emerge dagli atti è l' agonia di una società durata 6 anni, cui invano il socio pubblico concede fiducia, finanziamenti e dilazioni anche se non si può non notare la conflittualità esistente tra pubblico e privato.
Non possiamo non porci domande riguardo la progettazione e la gestione di una struttura nata con i migliori auspici ma rivelatasi agli effetti un disastro finanziario ed un problema ambientale.
Leggiamo con stupore i verbali delle concitate assemblee nelle quali i Sindaci e loro rappresentanti non nascondono grande preoccupazione per l'andamento dell' attività dai quali emerge peraltro una scarsa incisività degli stessi amministratori, diretti rappresentanti della proprietà pubblica.
Come non chiedersi, allora, di chi è stata la gestione effettiva e tecnica dell'impianto, e dove vadano individuate le responsabilità delle falle evidenziate in questo investimento , anche, di denaro pubblico (seppure tramite consorzio Co.Se.A.) ?
Quale ruolo possano avere, in questo contesto, le preoccupate richieste di dati e rassicurazioni dei Sindaci, quando gli stessi non hanno facoltà, se non di approvare fatalmente l'ennesimo bilancio in perdita, o il finanziamento ulteriore ( come accaduto nel 2015).
I dubbi e le domande sulla costruzione e la gestione di un impianto, nato nelle intenzioni come risorsa e diventato nei fatti un problema ingombrante, si sommano all'inevitabile interrogativo su quale possa essere il finale della nostra storia.

Un finale già scritto o ancora da scrivere?

Una Ditta di Roma interessata, pare, a rilevare l'impianto per convertirlo alla produzione di biometano; ipotesi di Co.Se.A. di affitto dell' azienda.
Tracciati percorribili o ennesimi errori di gestione, dalle conseguenze ancora non valutabili?
L'unica “certezza” al momento è “l'incertezza”, l'indeterminatezza delle conseguenze economiche di questa liquidazione, in odore di fallimento, sul socio pubblico, Co.Se.A., e quindi sui nostri Comuni che compongono il consorzio.
Tutte queste preoccupazioni e tante altre domande i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle in seno all' Unione dei Comuni dell' Appennino Bolognese le hanno portate nel consiglio del ventotto Novembre scorso avendo chiesto di iscrivere all' Ordine Del Giorno l'interrogazione circa lo“ Stato attuale e prospettive nel breve e medio termine concernente l'Azienda compartecipata “Sistemi Biologici srl” “.
Il MoVimento 5 Stelle aveva chiesto di :
 “


  1. di iscrivere all'Ordine del Giorno del primo Consiglio utile dell' Unione dei Comuni dell'
    Appennino Bolognese la discussione riguardo a “ Stato attuale e prospettive nel breve e medio termine concernente l'Azienda compartecipata “Sistemi Biologici srl”;

  1. di volere cortesemente invitare sia gli amministartori di CO.SE.A Consorzio Servizi Ambientali che di Sistemi Biologici srl per fornire le informazioni del caso e relazionare in merito durante il Consiglio dell' Unione dei Comuni dell' Appennino Bolognese;

  1. di indicare se e come l'andamento negativo di Sistemi Biologici srl si ripercuoterà all' interno dei Comuni di CO.SE.A..

Le risposte sono state solo parziali e non certo soddisfacenti !


Da parte del MoVimento 5 Stelle resta l' impegno di seguire con la massima attenzione possibile questa vicenda che ci addolora sia in quanto specchio palese di un modo di gestire la “ cosa pubblica “ che è anni luce distante dagli standard di trasparenza e partecipazione che il MoVimento 5 Stelle si prefigge.

[MoVimento 5 Stelle Appennino Bolognese]


Riferimenti:

venerdì 2 dicembre 2016

4 Dicembre - Santa Barbara

Il quattro di Dicembre è la festa di Santa Barbara, Patrona della Marina Militare Italiana. In quel giorno è tradizione che gli allievi del secondo anno dell'Accademia Navale di Livorno giurino fedeltà secondo la seguente formula:


« Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni » e dopo un attimo per ponderare le gravi parole arriva la fatidica domanda: «lo giurate voi?»


Io il quattro di Dicembre del 1971 alla domanda " lo giurate voi? " risposi:


LO GIURO !


Intendo mantenere fede a quel giuramento e Domenica prossima, quattro Dicembre 2016, rinnoverò il mio giuramento di osservare la Costituzione italiana votando NO al Referendum distruttivo della Costituzione che mi viene proposto.





[Gaspare Ruggeri]

giovedì 1 dicembre 2016

Il ducetto di Rignano

Se vince il Si ecco cosa ci aspetta: Renzi,(il ducetto di Rignano) "avrà un potere enorme legittimato, non soltanto dalla fiducia del parlamento, ma anche dal plebiscito, vale a dire dal consenso esplicito e diretto della maggioranza del popolo.

Potrà, di conseguenza, avere un controllo assoluto del P.D. potrà avere maggiore forza per condizionare il Presidente della Repubblica.

Potrà tenere in pugno la maggioranza del Governo, e quindi di fare approvare le leggi che vorrà, ordinarie e costituzionali.
Uno solo al comando, non ci sarebbero più limiti al suo potere.

Arriverebbero a raffica altre schiforme volte a ridurre i poteri della Corte Costituzionali che in futuro potrebbe ricattare meglio i parlamentari minacciandoli di nuove elezioni, come già fa in questi mesi.

Se dovesse vincere il si avremmo un uomo solo al comando fortemente disponibile a continuare la trattative con le mafie nazionali ed estere, mafie finanziarie e politiche.

Questa è la sintesi fra due articoli scritti da
Maurizio Viroli e Antonio Ingroia  sul "Fatto Quotidiano" che io modestamente condivido pienamente.




Per questo motivo


[Ettore Borghesan]
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