domenica 18 dicembre 2016

Pale eoliche .... al vento!!!

Dal Resto del Carlino di oggi ricaviamo l'articolo che qui potete vedere.

Questo articolo mi colpisce in modo particolare, come cittadino e come ingegnere. Anzitutto un ringraziamento al Consigliere di minoranza Giuseppe Argentieri di avere sollevato il problema ed averlo portato all'attenzione della comunità con una interrogazione presentata in seno al Consiglio Comunale di Vergato.
E' scontato che come cittadino, come tutti sono certo, sono dispiaciuto ( inutile usare termini altisonanti quali indignato, esterrefatto, etc. etc. ... ) nel constatare come ancora una volta si faccia spreco del pubblico danaro senza nessun ritorno. Credo che nessuno si abituerà mai a cose del genere anche se sono all'ordine del giorno, non mi dilungo quindi su questo aspetto del problema che, comunque credo, andrebbe investigato a fondo da chi è per legge autorizzato e preposto a farlo.
Come dicevo sono colpito anche come ingegnere e lo sono dalle parole della risposta che il Consigliere Argentieri ha ricevuto alla sua interrogazione.
A guardare la foto, ammesso che sia quella del generatore "incriminato", si vede che è una turbina eolica Vertical Axis Wind Turbines (VAWT - Turbina Eolica ad Asse Verticale) se così fosse occorrerebbe dire che fu fatta una scelta a suo tempo (2008) che presentava diversi vantaggi ed alcuni svantaggi ma certo liquidare la cosa dicendo che si tratta di un impianto con tecnologia obsoleta ci sembra azzardato. Infatti si può leggere:
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Gli impianti eolici verticali sono in grado di funzionare senza la necessità di interventi esterni ed hanno un tempo di vita medio di circa 20 anniIn generale, se un impianto eolico è progettato in modo corretto ed utilizza prodotti e materiali di qualità, e le condizioni climatiche sono buone, le spese di manutenzione sono minori e la durata di vita è maggiore. Per garantire il rendimento della macchina - e, di conseguenza, proteggere la redditività dell’investimento effettuato - può essere opportuno prevedere 1 o 2 interventi l’anno di controllo e manutenzione, che hanno un costo contenuto, pari al massimo al 2-3% dell’investimento complessivo. (1)
"
Ora che dopo nove anni il tutto sia obsoleto e superato e che si
guardi a pale di "moderna concezione" mi sembra tanto di scuse auto-assolventi con la speranza che la gente prenda per buone quelle che ad una prima lettura sembrano solo nebbie fumose !

Il fatto che l'Azienda appaltatrice fosse fallita non può essere un alibi anzi avrebbe dovuto spingere l'Amministrazione che era in carica al momento ad attivarsi e cercare la soluzione affinché l'impianto fosse completato e l'investimento fosse salvaguardato a maggior ragione dato che si operava nel campo energetico che rappresenta uno dei punti cruciali della moderna società.

Una domanda che il Consigliere Argentieri si pone è sacrosanta e non può e non deve cadere nel vuoto e cioè:
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Sarebbe molto interessante sapere, di tutti gli impianti installati nel nostro Appennino, quanti hanno realmente prodotto energia e per quale valore.
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E' un settore quello dell'energia troppo importante che riceve un ammontare importante di finanziamenti pubblici e quindi va osservato con attenzione in modo particolare, sia per indirizzarlo verso forme di energia verde e rinnovabili ma anche per evitare truffe, anche recenti, vedi ad esempio quanto accaduto a Sassari (2)  piuttosto che nel Salento (3)


[Gaspare Ruggeri]




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